Addio Cassini: il gran finale di una missione storica su Saturno

Addio Cassini: il gran finale di una missione storica su Saturno

Come previsto, il triste momento è giunto. Cassini non trasmetterà più nulla. La sonda, in orbita intorno a Saturno dal 1° luglio 2004, è a casa. Non la Terra, luogo dove è nata e che ha lasciato nel 1997, ma Saturno, il pianeta a cui ha dedicato la propria esistenza.

Ma non dobbiamo essere tristi. Anche nella sua ultima discesa, Cassini ha registrato dati sull’atmosfera del pianeta fino all’ultimo, dati che saranno nei prossimi mesi analizzati dagli scienziati.

L’epilogo della missione è stato seguito in diretta dalle tre agenzie spaziali che più di tutte hanno investito sul progetto, la NASA, l’ESA e l’ASI, collegate in diretta con il Jet Propulsion Laboratory, mentre il nostro Sardinia Radio Telescope a Cagliari captava gli ultimi segnali della sonda.

La manovra è stata pianificata con uno scopo ben preciso. Dopo avere studiato gli idrocarburi presenti su Titano e l’oceano sotterraneo di Encelado, gli scienziati hanno deciso che per evitare una contaminazione di questi ambienti era meglio distruggere la sonda direzionandola verso l’atmosfera di Saturno.

Alcune scoperte scientifiche di Cassini

Addio Cassini: il gran finale di una missione storica su Saturno

La superficie di Titano ripresa da Huygens durante la discesa.

Cassini non viaggiava da sola: insieme a lei c’era anche Huygens, un lander progettato per atterrare dolcemente sulla superficie di Titano. Questo atterraggio, avvenuto con successo il 14 gennaio 2005, ha segnato una pietra miliare per l’esplorazione dello spazio. Per la prima volta un oggetto realizzato dall’Uomo atterrava su una luna di un pianeta remoto, e sempre per la prima volta abbiamo potuto osservare Titano da vicino ed è risultato essere un ambiente decisamente familiare, con montagne, laghi e fiumi (anche se di idrocarburi e non di acqua). Huygens ha trasmesso 350 immagini e moltissimi dati prima di spegnersi definitivamente.

Addio Cassini: il gran finale di una missione storica su Saturno

Encelado contiene acqua liquida, una fonte di energia sotterranea e la presenza di molti degli elementi chimici necessari alla vita. Ecco perchè questa luna ghiacciata distante 1,4 miliardi di km dal Sole sta destando così grande attenzione negli scienziati.

Tra le innumerevoli scoperti di Cassini, sicuramente merita una menzione speciale la luna Encelado. Grazie alla sonda, oggi sappiamo che su Encelado è presente un oceano di acqua liquida sotto la crosta ghiacciata, e sono presenti anche dei geyser. Un’analisi approfondita della luna ha permesso di individuare la presenza di acqua, idrogeno, carbonato. Gli scienziati stanno studiando quale potrebbe essere la fonte di energia che mantiene liquida l’acqua su Encelado, e potrebbe essere il decadimento radioattivo di un qualche elemento chimico o le forze mareali dovute alle risonanze orbitali. Questa luna, apparentemente congelata e inospitale, è invece uno dei luoghi del sistema solare a possedere alcuni dei requisiti principali affinchè la vita possa svilupparsi.

Addio Cassini: il gran finale di una missione storica su Saturno

Una foto degli anelli di Saturno.

Cassini ha dedicato molto tempo allo studio degli anelli di Saturno, sopratutto nelle sue ultime “spericolate” orbite iniziate ad aprile di quest’anno. Durante queste orbite, la sonda si è avvicinata pericolosamente all’atmosfera del pianeta scattando immagini molto importanti sull’atmosfera e riprendendo fenomeni meteorologici di violenza inaudita. In particolare, durante il 18° tuffo, lo spettrometro di bordo ha potuto analizzare campioni diretti dei gas atmosferici.

Ora bisogna continuare l’esplorazione

Badry Younes, a proposito del Gran Finale, così ha commentato circa il futuro dell’esplorazione spaziale:

Questa è solo la fase finale della missione, Cassini ha collezionato una serie di dati che saranno importantissimi per rivelarci ancora di più sull’atmosfera del pianeta. Quindi non è finita. Ora ci sarà una fase molto lunga di analisi di tutti i dati raccolti finora. Il prossimo passo, continuare l’esplorazione del nostro sistema solare in particolare le lune di Giove, Europa, e Titano, luna di Saturno, per vedere se ci sono state o ci potrebbero essere le condizioni per l’esistenza di una qualche forma di vita. Sicuramente l’obiettivo della Nasa è avere la presenza dell’uomo fissa in qualche posto del sistema solare, e creare nei prossimi anni un avamposto per continuare l’esplorazione del sistema solare che è prioritaria, quindi continuare anche con l’esplorazione di Marte. Importantissimo è il fattore collaborazione fra le agenzia spaziali nessuno può andare da nessuna parte da solo per quanto riguarda l’esplorazione spaziale. Esa Asi e Nasa collaborano da tanto tempo e questo ha reso possibile una missione così importante.”

Con queste parole, Badry Younes ha voluto sottolineare i punti fondamentali del futuro dell’esplorazione del Sistema Solare: collaborazione tra le varie agenzie, nuove missioni alla ricerca della vita verso alcune lune di Giove e di Saturno e, infine, stabilire una presenza umana più duratura nello spazio, con uno dei prossimi obiettivi il pianeta rosso.

Addio Cassini. E grazie di tutto, grazie per averci mostrato meraviglie del Sistema Solare che non potevamo neanche immaginare. Grazie per averci regalato innumerevoli dati, immagini mozzafiato di Saturno, degli anelli e delle sue lune. Ma sopratutto grazie per averci fatto sognare.

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