Kelt-9b e la sua atmosfera infernale

Kelt-9b e la sua atmosfera infernale

L’Universo è estremamente vasto, e anche decisamente vario. Così vario, che esistono dei posti letteralmente infernali, che vanno al di là della nostra immaginazione. Probabilmente è questo che rende l’astronomia così affascinante, ovvero il fatto che dietro alla prossima stella si nasconde sempre qualcosa di nuovo e di incredibile.

Kelt-9b fa parte di questi mondi decisamente curiosi. Questo pianeta gira intorno a Kelt-9, una stella gialla nella costellazione del Cigno distante circa 650 anni luce. Il suo raggio orbitale è pari ad appena un trentesimo della distanza che separa la Terra dal Sole, così vicino che un anno su Kelt-9b dura appena 36 ore! A causa della sua estrema vicinanza alla sua stessa, circa 5 milioni di km, questo gigante gassoso possiede una temperatura superficiale di circa 4.000 gradi.

Queste scoperte erano state fatte in precedenza da uno studio americano, e sono state riprese da un team composto da scienziati dell’Università di Ginevra e del Telescopio Nazionale Galileo (TNG) dell’INAF, sull’isola di La Palma delle Canarie. Questo nuovo studio, firmato da Jens Hoeijmakers dell’università di Ginevra e da altri illustri scienziati tra i quali Emilio Molinaridirettore dell’Osservatorio astronomico dell’INAF di Cagliari, è stato pubblicato su Nature.

Gli scienziati hanno per prima cosa provato a simulare l’atmosfera del pianeta con sofisticati modelli, e i risultati hanno mostrato che nell’atmosfera di Kelt-9b poteva esistere ferro allo stato gassoso, quindi atomi slegati da qualsiasi molecola. In seguito, usando lo spettrografo Harps-N in dotazione al TNG, gli scienziati hanno effettivamente osservato le righe del ferro nello spettro proveniente dal gigante gassoso. Ma non solo, infatti erano be evidenti anche le righe del Titanio!

A questo punto potreste chiedervi come è stato possibile osservare la composizione chimica dell’atmosfera di un pianeta distante 650 anni luce da noi. In pratica, quando il pianeta passa davanti alla sua stella, parte della luce viene filtrata dall’atmosfera del pianeta prima di arrivare sulla Terra. Durante questo passaggio, quindi, lo spettro della stella viene modificato e possiamo osservare le righe spettrali delle specie chimiche presenti nell’atmosfera del pianeta.

Questa scoperta dà sicuramente un nuovo senso al significato dell’espressione “aria pesante”: ve la immaginate un’atmosfera di ferro e titanio?

Se siete curiosi, ecco il link allo studio su Nature: Atomic iron and titanium in the atmosphere of the exoplanet Kelt-9b.

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