La misteriosa sparizione della supergigante rossa N6946-BH1

La misteriosa sparizione della supergigante rossa N6946-BH1

Che l’Universo sia bizzarro, vario e imprevedibile è ormai cosa nota. 

Oggi vi voglio parlare della misteriosa sparizione della stella N6946-BH1. Questa era una supergigante rossa, nella galassia NGC 6946, più conosciuta come Galassia fuochi d’artificio. Questa galassia si trova ai confini della costellazione del Cigno e deve il suo nome al fatto che sono state osservate ben dieci supernovae negli ultimi cento anni.

La misteriosa sparizione della supergigante rossa N6946-BH1

La Galassia fuochi d’artificio, nella costellazione del Cigno.

La stella aveva una massa pari a 25 masse solari ed era distante circa 22 milioni di anni luce dalla Terra. La particolarità di questa stella è che per pochi mesi, da marzo a maggio del 2009, ha aumentato la sua luminosità fino a un milione di volte la luminosità del Sole, per poi sparire dopo il 2015 dallo spettro del visibile. Se si osserva nel vicino infrarosso è visibile tuttora un oggetto, il quale si sta però gradualmente dissolvendo.

La misteriosa sparizione della supergigante rossa N6946-BH1

La supergigante rossa N6946-BH1 ripresa dal telescopio spaziale Hubble nel 2007. La stessa immagine, ripresa nel 2015, mostra come la stella sia praticamente scomparsa dallo spettro del visibile.

Questa stella è stata osservata a lungo da S. M. Adams, C. S. Kochanek, J. R. Gerke, K. Z. Stanek, X. Dai, della Cornell University, i quali hanno proposto uno studio intitolato The search for failed supernovae with the Large Binocular Telescope: confirmation of a disappearing star secondo il quale la stella si sarebbe discretamente spenta formando un buco nero. Dai dati raccolti, l’aumento di luminosità osservato sarebbe compatibile con l’espulsione di un envelope di materia e l’emissione attuale invece sarebbe causata dal disco di accrescimento che circonderebbe il neonato buco nero.

Gli astronomi sono giunti a questa conclusione esaminando i dati dei telescopi spaziali Hubble e Spizter. Il primo ha mostrato che la stella è di fatto sparita dallo spettro del visibile. Il secondo invece ha rilevato una debole emissione nell’infrarosso, troppo debole per essere associata ad una stella morente nascosta da una nube di polvere, ma compatibile con l’emissione causata dalla caduta all’interno di un buco nero della polvere e del gas che formano il disco di accrescimento.

Come dichiarato dagli stessi autori, future osservazioni nella banda X e dell’infrarosso contribuiranno a fare luce sul destino della supergigante rossa.

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