Possibile presenza di acqua nelle atmosfere di alcuni esopianeti del sistema Trappist-1

Possibile presenza di acqua nelle atmosfere di alcuni esopianeti del sistema Trappist-1

Il mondo scientifico ha raggiunto un nuovo, importantissimo traguardo, per quanto riguarda lo studio degli esopianeti. Utilizzando lo spettrografo installato a bordo del telescopio spaziale Hubble, è stato possibile infatti individuare la probabile presenza di acqua nelle atmosfere dei pianeti del sistema Trappist-1 che si trovano nella zona abitabile. Questo fatto consente ai pianeti di Trappist-1 di entrare di diritto nell’olimpo dei pianeti più simili alla Terra e in grado di supportare forme di vita extraterrestre, anche elementari.

Il sistema solare Trappist-1

Prima di discutere i dettagli di questa scoperta, vediamo insieme di scoprire qualcosa di più su questo sistema solare. La stella Trappist-1 è una piccolissima nana rossa, distante 39,5 anni luce da noi, avente l’8% della massa del Sole e solo per un soffio ha raggiunto la massa minima necessaria per innescare la fusione termonucleare dell’idrogeno in elio. A causa della sua ridotta massa, le reazioni di fusione nel nucleo avvengono più lentamente che nel nostro Sole e si stima che Trappist-1 rimarrà nella sua sequenza principale per oltre un bilione di anni

La prima scoperta di esopianeti in questo sistema solare risale al 2015 quando una squadra di scienziati guidata da Michaël Gillon, dell’Institut d’Astrophysique et de Géophysique presso l’Università di Liegi in Belgio, usando il metodo dei transiti ha scoperto tre esopianeti con il telescopio TRAPPIST dell’Osservatorio di La Silla, in Cile

Successivamente, il 22 febbraio 2017, la NASA ha annunciato di aver scoperto altri quattro esopianeti utilizzando il telescopio spaziale Spitzer

Attualmente quindi i pianeti noti che orbitano intorno a Trappist-1 sono sette di cui tre sarebbero nella zona abitabile della stella, i pianeti e, f, g. La particolarità di questo sistema è la presenza di diversi pianeti rocciosi simili alla Terra e dalla stabilità delle loro orbite, dovuto ad un complesso sistema di risonanze orbitali secondo uno studio intitolato “Convergent Migration Renders TRAPPIST-1 Long-lived” pubblicato da Daniel Tamayo, Hanno Rein, Cristobal Petrovich e Norman Murray.

Possibile presenza di acqua nelle atmosfere di alcuni esopianeti del sistema Trappist-1

I pianeti del sistema solare Trappist-1 confrontati con i pianeti del nostro sistema solare.

La scoperta dell’acqua nelle atmosfere degli esopianeti di Trappist-1

Veniamo ora alla scoperta vera e propria di questi giorni. Utilizzando il telescopio spaziale Hubble, sono stati osservati gli spettri delle atmosfere dei pianeti di Trappist-1, alla ricerca delle righe di elementi chimici che potrebbero indicare la presenza di grandi masse d’acqua, l’idrogeno e l’ossigeno. La nana rossa emette infatti radiazioni ultraviolette. Quelle a bassa energia, attraverso un processo denominato fotolisi, distruggono le molecole d’acqua liberano l’idrogeno e l’ossigeno che le componevano. Quelle ad alta energia, invece, riscaldano la parte alta dell’atmosfera imprimendo abbastanza energia ai gas che essi abbandonano per sempre l’atmosfera. Il team di scienziati guidato da Vincent Bourrier, dell’Osservatorio dell’Università di Ginevra, ha in effetti individuato la presenza di idrogeno nelle atmosfere dei pianeti e, f, g a tal punto da suggerire la presenza di grandi quantità d’acqua.

Possibile presenza di acqua nelle atmosfere di alcuni esopianeti del sistema Trappist-1

Un confronto tra le zone abitabili del nostro sistema solare e del sistema Teppist-1.

Consiglia comunque cautela Vincent Bourrier, il quale ha commentato così questa scoperta:

“Benché i nostri risultato suggeriscano che i pianeti più esterni siano i candidati migliori per la ricerca di acqua con il futuro James Webb Space Telescope, questi evidenziano anche la necessità di ulteriori studi teorici e di osservazioni complementari in tutte le frequenze dello spettro per determinare la natura dei pianeti del sistema Trappist-1, e la loro potenziale abitabilità”

Per adesso una cosa è certa. La probabilità che esistano pianeti gemelli della Terra è sempre più plausibile e, se li trovassimo a così breve distanza da noi, la statistica suggerirebbe che essi potrebbero essere molto numerosi nell’Universo e quindi la possibilità che esista vita al di fuori del nostro pianeta sarebbe sempre più concreta e meno fantascientifica.

 

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