Rilevato un terzo evento di onde gravitazionali con LIGO

Rilevato un terzo evento di onde gravitazionali con LIGO

Oltre un anno fa, il sistema LIGO (Laser Interferometer Gravitational Wave Observatory) aveva osservato per la prima volta nella storia le onde gravitazionali. Alle onde gravitazionali avevo già dedicato un articolo, nel quale avevo avuto modo di approfondire il funzionamento di LIGO. 

Rilevato un terzo evento di onde gravitazionali con LIGO

Una parte del rilevatore LIGO, a Hanford Site.

Naturalmente, ogni volta che viene ottenuto un nuovo risultato non si può fare a meno di chiedersi se non sia stato un caso, un errore di misura, un evento irripetibile. Fortunatamente, in meno di un anno gli astronomi hanno avuto modo di conoscere la risposta a queste domande.

Il primo evento, osservato il 14 settembre 2015 e identificato come GW150914, è stato causato dalla collisione di due buchi neri posti a 1,3 miliardi di anni luce di distanza.

Il secondo evento, osservato il 26 dicembre 2015 e identificato come GW151226, è stato causato dalla collisione di due buchi neri posti a 1,4 miliardi di anni luce e con masse comprese tra 7,5 e 14,2 masse solari. Questo rilevamento aveva già infiammato gli animi degli astronomi, perchè poteva indicare che la tecnologia era potenzialmente affidabile.

Infine, il 4 gennaio 2017, è stato osservato un terzo evento identificato come GW170104. Questa onda gravitazionale, descritta più dettagliatamente nella rivista “Physical Review Letters”, è stata causata dalla collisione di due buchi neri alla distanza record di 3 miliardi di anni luce. Quando avviene una collisione tra buchi neri, si forma un nuovo buco nero più massiccio che però non ha la massa data dalla somma delle masse dei due buchi neri originali, ma inferiore. La differenza di massa viene convertita in energia che viene propagata nell’Universo attraverso le onde gravitazionali.

Questa terza osservazione ha un peso specifico molto elevato: oggi sappiamo che l’astronomia delle onde gravitazionali è possibile e sta dando i primi risultati. Essa ci permetterà di osservare l’Universo da un punto di vista del tutto differente, andando a studiare meglio i buchi neri i quali, nonostante tutto ciò che sappiamo sul loro conto, rimangono ancora oggetti molto misteriosi.

Inoltre, l’osservazione delle onde gravitazionali ha di fatto sancito che Einstein aveva ragione nel pensare allo spazio-tempo come a qualcosa che può essere deformato. Tuttavia, per rilevare queste debolissime increspature dalla Terra, è necessario che l’evento sorgente abbia una potenza elevata e coinvolga masse molto grandi. Proprio come quelle dei buchi neri.

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