Rosalind Franklin alla ricerca della vita su Marte

Rosalind Franklin alla ricerca della vita su Marte

Rosalind Franklin fu una chimica e cristallografa di origine Britannica. Il suo grande contributo alla scienza è stato soprattutto lo studio della diffrazione dei raggi X sulle molecole di DNA, e i suoi risultati furono utilizzati in seguito da Crick e Watson per formulare l’ipotesi della struttura a doppia elica del DNA.

Sembra quindi del tutto appropriato che il rover della prossima missione ExoMars 2020, che tra gli obiettivi avrà proprio la ricerca di tracce di vita su Marte, porti il suo nome. La scelta del nome è stata fatta in base ad un concorso indetto dall’Agenzia Spaziale della Gran Bretagna lo scorso anno e rivolto a tutti gli stati membri dell’ESA. Rosalind Franklin è stata selezionata da una commissione all’interno di una rosa di oltre 36.000 nomi.

Il programma ExoMars è composto da due missioni, realizzate dall’ESA e della Roscosmos russa, entrambe tese a trovare tracce di forme di vita su Marte, studiare la geofisica del pianeta rosso e la disposizione delle riserve d’acqua, ma anche testare le nuove tecnologie di atterraggio di carichi pesanti e di produzione di energia in loco, in vista delle future missioni umane. La prima missione, nel 2016, ha avuto successo solo a metà, in quanto il lander Schiaparreli è andato distrutto durante la discesa a causa di un malfunzionamento del computer che pilotava i retrorazzi.

Dopo un viaggio di nove mesi circa, il modulo di discesa si separerà dal modulo di comando e tenterà di fare atterrare su Marte la piattaforma di superficie e il rover. Per frenare la discesa e evitare il danneggiamento del carico, sarà utilizzata una combinazione di paracadute, razzi frenanti e scudo termico.

Una volta atterrato, il rover avrà la possibilità di trivellare il suolo per quasi due metri e analizzarne la sua composizione, alla ricerca di possibili tracce di vita.

La scelta del nome rappresenta una decisione quasi poetica, come si può intuire dalle parole di Jan Woerner, direttore generale dell’ESA:

Questo nome ci ricorda che è nei geni umani la tendenza ad esplorare. La scienza è nel nostro DNA e in tutto ciò che facciamo all’ESA. Rosalind, il rover, cattura questo spirito e ci porta tutti in prima linea nell’esplorazione dello spazio.

Rosalind Franklin alla ricerca della vita su Marte


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