Nebulosa Tarantola

Scoperta la prima pulsar extragalattica

Le pulsar sono oggetti tanto misteriosi quanto affascinanti.

Esse sono delle stelle di neutroni, ovvero stelle degeneri ultracompatte formate prevalentemente da  neutroni. Pensate che questi oggetti possono avere una massa equivalente a quella del nostro Sole, ma condensata in un volume di 10 km di diametro! A causa della legge della conservazione del momento angolare, esse ruotano con una velocità incredibile (la pulsar del Granchio, nata 950 anni fa dall’esplosione di una supernova, effettua 30 rotazioni al secondo).

Le pulsar accelerano gli elettroni a velocità relativistiche, per poi irradiare energia sotto-forma ad esempio di raggi X o raggi Gamma. Facendo ciò, esse cedono una parte della loro energia e pertanto sono destinate a rallentare in un lunghissimo periodo di tempo. Tutto ciò è possibile grazie agli enormi campi magnetici in gioco. Durante il collasso, infatti, il flusso del campo magnetico si conserva: questo significa che, quando la stella diminuisce le sue dimensioni durante il collasso, il campo magnetico per mantenere il flusso costante deve aumentare, e di molto, la sua intensità. Sappiamo inoltre che campi magnetici variabili nel tempo generano campi elettrici, che nel caso di una pulsar sono anche essi molto intensi. Il risultato è che gli elettroni vengono accelerati e convogliati in una coppia di fasci, uscenti dai poli magnetici della pulsar.

Scoperta la prima pulsar extragalattica

La posizione della pulsar PSR-J0540-6919.

La pulsar scoperta dal telescopio spaziale Fermi si trova nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea, la quale era già nota per essere una intensa sorgente di raggi Gamma. Dopo anni di studio e di evoluzione dei software di analisi, è stato possibile migliorare la conoscenza di questo angolo di Universo, andando a esaminare i singoli fenomeni che emettono questi raggi cosmici.

Scoperta la prima pulsar extragalattica

Nebulosa Tarantola.

La pulsar, la cui denominazione è  PSR J0540-6919, è situata all’interno della Nebulosa della Tarantola, una zona ricca di polveri e gas, distante circa 160.000 anni luce da noi. Questa pulsar ha un’età stimata di 1.100 anni ed effettua circa 20 rotazioni al secondo.

Lucca Latronico, uno dei responsabili del progetto Fermi (al quale contribuisce attivamente anche l’Italia), ha affermato: “La nuova generazione di algoritmi è in grado di ricostruire con grande accuratezza l’energia e la direzione di provenienza di ogni fotone che attraversa il telescopio, pertanto cominciamo a risolvere le singole sorgenti e le strutture morfologiche complesse dentro la Grande Nube di Magellano… Ora dunque riusciamo a isolare sorgenti con caratteristiche eccezionali, come la pulsar J0540−6919, e a verificare la nostra comprensione dei meccanismi di accelerazione e propagazione dei raggi cosmici, osservando una galassia a noi vicina ma diversa dalla nostra”.

 

 

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