L'espansione dell'Universo: dall'idea di Hubble all'energia oscura
Perché le galassie si allontanano da noi, e cosa significa scoprire che questa fuga sta accelerando.
Per gran parte della storia umana si è creduto che l'Universo fosse statico ed eterno. Poi, all'inizio del Novecento, una serie di osservazioni cambiò tutto.
La scoperta di Hubble
Negli anni Venti, Edwin Hubble misurò la distanza e la velocità di numerose galassie e notò una relazione sorprendente: più una galassia è lontana, più rapidamente si allontana da noi. Non è che ci troviamo in un punto speciale: è lo spazio stesso a dilatarsi, trascinando con sé le galassie come uvetta in un panettone che lievita.
Il redshift
Questa fuga si misura grazie al redshift, lo spostamento verso il rosso della luce. Proprio come il suono di un'ambulanza diventa più grave mentre si allontana, la luce di una galassia in allontanamento si "stira" verso lunghezze d'onda maggiori. Maggiore è il redshift, maggiore è la distanza.
L'accelerazione inattesa
Alla fine degli anni Novanta, lo studio di lontane supernovae rivelò qualcosa di sconcertante: l'espansione non sta rallentando, come ci si aspetterebbe per via della gravità, ma sta accelerando. Per spiegare questa spinta misteriosa, i cosmologi hanno introdotto il concetto di energia oscura, che costituirebbe circa il 70% del contenuto dell'Universo.
Cos'è davvero l'energia oscura resta una delle domande aperte più profonde della fisica moderna.
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