Esplorazione spaziale

L’Italia contribuirà al Programma Artemis della NASA

Erano le 16:30 del 25 settembre a Palazzo Chigi quando l’Italia e gli Stati Uniti hanno firmato uno storco accordo che rafforzerà la presenza italiana nel Programma Artemis, nato per riportare gli esseri umani sulla Luna nel 2024.

La partnership italiana da sempre è tenuta in grandissima considerazione, sia per il contributo umano dato dai nostri astronauti, sia per le eccellenze tecnologiche e industriali nel settore aerospaziale della nostra nazione. Le industrie italiane hanno costruito ad esempio il modulo Leonardo della Stazione Spaziale Internazionale e moltissimi altri componenti e tecnologie.

Le industrie italiane una eccellenza del settore aerospaziale

Già questa estate le nostre industrie aerospaziali, Thales Alenia Space in testa, si erano aggiudicate contratti per 1,5 miliardi di dollari, tra i quali lo strumento della missione CIMR (Copernicus Imaging Microwave Radiometer), diretta all’osservazione dei parametri della superficie marina tra cui salinità e temperatura, ma soprattutto la realizzazione del modulo abitativo I-Hab del Lunar Gateway, la stazione spaziale che sarà costruita in orbita lunare nel corso del Programma Artemis e che farà da punto di attracco per gli astronauti da e verso la Luna.

L’intesa firmata dall’Italia e gli Stati Uniti per Artemis

L’accordo è stato sottoscritto da James Frederick Bridenstine, amministratore della NASA, e Riccardo Fraccaro, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche spaziali. Ecco le parole di Fraccaro:

L’Italia ha siglato un’intesa storica con gli Stati Uniti per sancire la cooperazione nel percorso di esplorazione dello spazio che riporterà l’uomo sulla Luna e, in futuro, anche su Marte. Per noi è un grande onore, oltre che una grande opportunità, essere il primo Paese Ue a siglare quest’intesa che ci darà la possibilità di partecipare alla missione lunare e di avere un ruolo da protagonista nel più ambizioso programma di attività spaziale mai attuato. Stiamo contribuendo a scrivendo una nuova pagina nella storia dell’esplorazione dello spazio. Ed è un riconoscimento ulteriore – nei confronti del ruolo del nostro Paese all’interno della missione Artemis, che porterà la prima donna sulla Luna e ha l’obiettivo di stabilire una presenza continua e autosufficiente sulla superficie lunare.

Nonostante i titoli entusiastici degli ultimi giorni, non si è ancora parlato di astronauti italiani che cammineranno sulla Luna. Anzi, essendo il programma ideato, finanziato in maggior parte e diretto dalla NASA, molto probabilmente i primi a tornare saranno uomini e donne americani. Tuttavia, l’obiettivo è quello di stabilire una presenza umana continuativa in orbita e sulla superficie lunare, un vero e proprio turnover continuo, e quindi molto probabilmente si ripeterà il grande esperimento della Stazione Spaziale Internazionale, che in 25 anni quasi ha visto decine e decine di astronauti da diverse nazioni darsi il cambio.

Nel 2021 il lancio della missione Artemis 1

Il programma Artemis sta per entrare nel vivo con la missione Artemis 1, la quale verrà lanciata il prossimo anno e testerà in orbita lunare tutti i componenti principali: la navicella Orion, il razzo SLS, il modulo di servizio realizzato dall’ESA, i sistemi di controllo missione e le modifiche alla piattaforma di lancio. Il primo passo verso il ritorno dell’uomo sulla Luna.

marco

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