Il cielo del mese di Settembre 2026: fenomeni, congiunzioni ed effemeridi
La guida completa al cielo di Settembre: effemeridi di Sole e Luna, visibilità dei pianeti, congiunzioni ed eventi da non perdere.
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Il cielo sopra di noi
Imparare a riconoscere le costellazioni e osservare il cielo, a occhio nudo o col telescopio. Di Marco Montagna, l'autore del blog.
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Nel corso del mese il giorno si accorcia di 1 ora e 21 minuti. È una perdita che si avverte: il 1° settembre il Sole tramonta alle 19:46, il 30 alle 18:56, e la sera arriva ogni volta un po' prima di quanto ce lo aspettiamo. Il momento formale del passaggio cade alle 02:05 del 23 settembre, quando il Sole attraversa l'equatore celeste e comincia l'autunno astronomico. Anche il cielo cambia squadra: le costellazioni che ci hanno accompagnato nelle notti di luglio e agosto scivolano verso ovest, mentre a est salgono quelle che ci terranno compagnia fino all'inverno. Vediamo che cosa offre il mese, con un occhio al calendario, perché quest'anno diverse date contano più del solito.
Il Sole
Il 17 settembre il Sole lascia la costellazione del Leone ed entra in quella della Vergine.
Data | Alba | Tramonto |
|---|---|---|
1 settembre | 06:37 | 19:46 |
15 settembre | 06:52 | 19:22 |
30 settembre | 07:08 | 18:56 |
Gli orari valgono per una località a latitudine media italiana e sono espressi in ora legale.
La Luna
Fase | Data | Orario |
|---|---|---|
Ultimo Quarto | 4 settembre | 09:51 |
Luna Nuova | 11 settembre | 05:27 |
Primo Quarto | 18 settembre | 22:44 |
Luna Piena | 26 settembre | 18:49 |
Il plenilunio del 26 è quello più vicino all'equinozio, e nella tradizione agricola dell'emisfero settentrionale porta il nome di Luna del Raccolto. Non è una definizione astronomica e non riguarda né il colore né le dimensioni apparenti: in quelle sere la Luna sorge poco dopo il tramonto per diverse notti consecutive, invece di accumulare il consueto ritardo di circa 50 minuti al giorno, e questo un tempo regalava luce supplementare a chi lavorava nei campi fino a tardi.
Chi vuole mettersi alla prova con un'osservazione difficile ha un appuntamento la sera dell'11 settembre. Al tramonto la Luna ha un'età di 14 ore e una fase illuminata dello 0,5%: un filo di luce sull'orizzonte occidentale, alla soglia di ciò che l'occhio riesce a separare dal chiarore del crepuscolo. Il giorno dopo, il 12, la falce ha 38 ore e una fase del 3,1%, ed è già molto più abbordabile.
Il 19 settembre è invece in calendario la Notte della Luna, l'International Observe the Moon Night, la serata mondiale in cui osservatori e associazioni aprono i telescopi al pubblico puntandoli sul nostro satellite. Vale la pena controllare se un'associazione della vostra zona ha aderito: la Luna al Primo Quarto, con il terminatore che taglia il disco a metà, è il momento migliore per vedere crateri e catene montuose emergere dalle ombre lunghe.
I pianeti
Mercurio. Mese sfavorevole. Il pianeta torna nel cielo serale dopo la congiunzione con il Sole, ma resta bassissimo: anche nella seconda parte di settembre tramonta poco più di mezz'ora dopo la nostra stella, immerso nella luce del crepuscolo. In pratica non è osservabile.
Venere. Il lungo periodo di visibilità serale si sta chiudendo. La distanza angolare dal Sole si riduce di giorno in giorno e a fine mese Venere tramonta meno di un'ora dopo di lui, sempre più basso e in un cielo ancora chiaro. Nei primi giorni del mese si avvicina a Spica, con cui è in congiunzione il 3 settembre; per tutto settembre resta nella Vergine. Malgrado le condizioni in peggioramento è comunque l'oggetto più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, e vi servirà solo un orizzonte occidentale sgombro.
Marte. Condizioni simili ai mesi scorsi: sorge nella seconda parte della notte e lo vediamo alzarsi a est nelle ore che precedono l'alba. Percorre i Gemelli e il 25 settembre entra nel Cancro.
Giove. Anticipa progressivamente il proprio sorgere, guadagnando ogni notte qualche minuto di visibilità prima dell'alba. Lo trovate nel cielo orientale, più basso sull'orizzonte rispetto a Marte. Completa il percorso nel Cancro e il 23 settembre raggiunge il confine con il Leone.
Saturno. Il protagonista del mese. È ormai osservabile per quasi tutta la notte: compare a oriente già nelle prime ore della sera e culmina a sud nelle ore centrali, in avvicinamento all'opposizione. I pianeti esterni cambiano costellazione di rado, e quando lo fanno è una piccola notizia: il 5 settembre Saturno lascia i Pesci ed entra nella Balena muovendosi di moto retrogrado. Quest'anno il pianeta si trova proprio a cavallo del confine e nella Balena entra ed esce più volte, il che offre l'occasione di ricordare che quella costellazione non compare nell'elenco classico delle 12 zodiacali, e nemmeno nelle 13 se ci aggiungiamo l'Ofiuco. Lo zodiaco che usiamo per orientarci è una convenzione antica, non una descrizione di dove passano davvero i pianeti.
Urano. Prosegue la lunga permanenza nel Toro, dove resta per tutto l'anno. Anticipa il sorgere e compare all'orizzonte già in tarda serata, restando poi osservabile per il resto della notte. La sua luminosità è al limite della percezione a occhio nudo, quindi conviene un telescopio. Il 10 settembre inverte la marcia: il moto da diretto diventa retrogrado.
Nettuno. Condizioni simili a quelle di Saturno, che precede di poco nel sorgere. Il 26 settembre va in opposizione con moto retrogrado ed è quindi osservabile per l'intera notte, raggiungendo contemporaneamente la minima distanza dalla Terra: 28,876 unità astronomiche, cioè circa 4 miliardi e 320 milioni di chilometri. Resta ampiamente sotto la soglia dell'occhio umano, e il telescopio è indispensabile.
Plutone. Lo si cerca a sud al calare dell'oscurità, per poi ritrovarlo sempre più basso a sud-ovest nelle ore centrali della notte. Prosegue il suo cammino nel Capricorno. Serve un telescopio, e non uno qualsiasi.
Congiunzioni ed eventi
Quando due astri sembrano sfiorarsi sulla volta celeste stiamo assistendo a un effetto prospettico: i due corpi restano separati da milioni o miliardi di chilometri, e a coincidere è soltanto la direzione in cui li vediamo.
5-6 settembre, Luna e Marte. Nella seconda parte della notte la Luna calante entra nei Gemelli e forma un quadrilatero con Marte, Castore e Polluce. Il momento migliore è intorno alle 03:00.
8 settembre, Luna, Presepe e Giove. Prima dell'alba, sull'orizzonte orientale, la falce calante occulta l'ammasso stellare del Presepe (M 44), nel Cancro, dove si trova anche Giove. Un'occultazione di ammasso è uno spettacolo diverso da quello di una singola stella: le componenti spariscono e riappaiono una dopo l'altra dietro il bordo lunare.
14 settembre, occultazione diurna di Venere. È l'evento più insolito del mese. La Luna passa davanti a Venere in pieno giorno: da Roma l'immersione avviene alle 11:27 e l'emersione alle 12:39, ora legale. Il fenomeno è osservabile in alcune zone dell'Europa, dell'Africa, del Medio Oriente, dell'Asia meridionale e sud-orientale e della Russia occidentale. Data la luminosità del pianeta si può seguire con binocolo e telescopio anche a Sole alto, ma qui serve una raccomandazione seria: il Sole si trova nella stessa porzione di cielo, e puntare uno strumento nella sua direzione, anche solo per sbaglio durante la ricerca, provoca danni permanenti alla vista. Non tentate l'osservazione se non sapete esattamente dove state puntando. La sera dello stesso giorno, per chi preferisce restare sul sicuro, la sottile falce crescente accompagna Venere verso il tramonto nella Vergine, verso le 20:00.
26 settembre, opposizione di Nettuno. Il pianeta è opposto al Sole e alla minima distanza dalla Terra, quindi osservabile per tutta la notte, sempre al telescopio.
27 settembre, Luna e Saturno. Il disco lunare, appena passato il plenilunio, brilla accanto a Saturno intorno alle 21:00. La Luna si trova nei Pesci, il pianeta nella Balena.
Sciami meteorici
Settembre è un mese di transizione anche per le stelle cadenti: i grandi sciami estivi sono alle spalle e per le Orionidi bisognerà attendere ottobre. Quest'anno, però, la parte centrale del mese offre condizioni lunari particolarmente buone.
Le Aurigidi aprono il calendario con il massimo il 1° settembre, uno ZHR di circa 6 e meteore molto veloci, sui 66 km/s. È uno sciame che merita attenzione perché in passato ha mostrato improvvisi aumenti di attività, registrati nel 1935, nel 1986, nel 1994 e nel 2007. Nel 2026, però, l'osservazione è penalizzata dalla Luna ancora luminosa dopo il plenilunio di fine agosto: le meteore più deboli resteranno invisibili.
Il piatto forte sono le epsilon-Perseidi di settembre, attive dal 5 al 21 con massimo attorno al 9. Lo ZHR è di circa 8 e la velocità geocentrica di 64 km/s. Le condizioni sono eccellenti, perché il massimo cade appena due giorni prima della Luna Nuova dell'11 e il disturbo lunare è praticamente assente. C'è di più: lo sciame ha già mostrato attività anomala nel 2008 e nel 2013, e per quest'anno alcuni modelli indicano un possibile incontro con materiale meteorico nelle ore del 10 settembre. Chi ha la possibilità di uscire due notti di fila faccia il 9 e il 10.
La finestra osservativa migliore del mese va indicativamente dall'8 al 15 settembre, con la Luna assente o ridotta a una falce sottile e diverse correnti minori contemporaneamente attive: gamma-Piscidi, gamma-Eridanidi, xi-Perseidi, iota-Cassiopeidi, epsilon-Draconidi, chi-Cignidi e le correnti della Lince. Sono sciami che producono poche meteore all'ora e per i quali spesso non esiste uno ZHR visuale affidabile, ma hanno radianti settentrionali ben posizionati alle nostre latitudini e sono interessanti soprattutto per chi lavora con stazioni video e fotografiche. Dopo il Primo Quarto del 18 le condizioni peggiorano progressivamente, fino a diventare proibitive nell'ultima settimana.
Comete e asteroidi
Nessuna cometa è alla portata dell'occhio nudo, ma tre meritano di essere seguite. La 220P/McNaught ha avuto un nuovo aumento di luminosità nei primi giorni di agosto, il secondo di questa apparizione, e nonostante il perielio sia ormai lontano — il 14 giugno — continua ad avvicinarsi alla Terra: resta quindi da monitorare, ed è alla portata di strumenti dai 7-10 cm di diametro in su, soprattutto in fotografia. La 260P/McNaught, periodica di tipo gioviano, mostra chioma e nucleo discretamente luminosi ma una coda di polveri che si riesce a fotografare solo da luoghi molto bui; per seguirla in dettaglio servono almeno 15-20 cm. La C/2026 A2 Bok, scoperta a gennaio dall'Osservatorio Steward a Kitt Peak quando era ancora lontanissima, sta cominciando a diventare un oggetto interessante, sempre con strumenti di quella classe.
Chi ha un binocolo ha invece un bersaglio facile fra gli asteroidi: (4) Vesta si trova nella Balena a magnitudine 6,6, quindi visibile con poca strumentazione e fotografabile con una reflex. Vesta ha un diametro di 525 km, il secondo della fascia principale, e nel 2011 è stata studiata per un anno dalla sonda NASA Dawn. Più impegnativo (9) Metis, magnitudine 9,5 nell'Acquario, che va in opposizione il 2 settembre. Fra le altre opposizioni del mese, la più accessibile è quella di (192) Nausikaa il 30 settembre, a magnitudine 8,4.
Per chi osserva al telescopio, la stella doppia proposta questo mese è 61 Cygni, storicamente importante: è la prima stella di cui sia stata misurata la distanza, da Friedrich Bessel nel 1838.
Le costellazioni
Nelle prime ore della sera si riconoscono ancora buona parte delle figure che hanno dominato l'estate, ma spostate verso occidente, dove si preparano a tramontare. Basso sull'orizzonte c'è lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall'Ofiuco e da Ercole. Più a nord-ovest tramonta Arturo, la stella brillante del Boote, con al fianco la piccola Corona Boreale.
Qualche ora più tardi tocca al Triangolo Estivo avviarsi verso ovest. Sopra il Sagittario trovate l'Aquila con Altair, primo dei tre vertici; il secondo è Vega nella Lira, la più brillante delle tre; il terzo è Deneb, la coda del Cigno. Fra l'Aquila e il Cigno si nascondono tre costellazioni minori che vale la pena imparare a riconoscere, la Volpetta, la Freccia e il Delfino.
Verso sud la fascia zodiacale è meno spettacolare. Capricorno, Acquario e Pesci sono costellazioni estese ma prive di stelle brillanti, e per individuarle conviene procedere per allineamenti: Acquario e Pesci si trovano proprio sotto il grande quadrilatero di Pegaso, che dopo il tramonto domina il cielo di sud-est. Più facile è l'Ariete, che vediamo sorgere a est.
Partendo da Pegaso e proseguendo verso nord-est si arriva ad Andromeda, dove un semplice binocolo mostra la galassia omonima, distante 2,5 milioni di anni luce: sotto cieli molto scuri la si intravede già a occhio nudo, come una macchia sfumata. Andromeda è seguita da Perseo, la cui forma ricorda una "Y" rovesciata. Più in alto, verso la Polare, ci sono Cassiopea con la sua "W" e la meno appariscente Cefeo.
Fra Perseo e Cassiopea si trova un oggetto che da solo giustifica una serata: il Doppio Ammasso del Perseo. Sono due ammassi separati da circa mille anni luce l'uno dall'altro e distanti da noi oltre 7.000, per un totale di circa 400 stelle. È molto esteso, e questa volta il telescopio è lo strumento sbagliato: il campo inquadrato è troppo stretto per contenerli entrambi, mentre un binocolo li mostra insieme, come due sciami di scintille nella stessa visione.
Completa il quadro l'Orsa Maggiore, che a nord-ovest scivola verso l'orizzonte, accompagnata dal Dragone, il serpente di stelle che si snoda fra le due Orse.
Dati astronomici e spunti osservativi tratti dal Cielo del Mese dell'Unione Astrofili Italiani (UAI), con i dati planetari e gli orari dell'occultazione ripresi dall'Almanacco UAI a cura di Giuseppe De Donà.
Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, rivisto e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Scopri come lavoriamo.
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