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L'eclissi del 12 agosto: il Sole a falce che tramonta sull'Italia

Il 12 agosto la Luna passerà davanti al Sole proprio all'ora del tramonto, lasciando all'Italia una falce sottile appoggiata sull'orizzonte occidentale: fino al 95 per cento del disco coperto al Nord-Ovest. Cosa vedremo davvero, perché la totalità è un'altra cosa e come osservarla in sicurezza.

Redazione 10 agosto 2026 7 min di lettura 27 visualizzazioni
L'eclissi del 12 agosto: il Sole a falce che tramonta sull'Italia

Mercoledì 12 agosto, verso le 19:30, chi si troverà con lo sguardo libero verso ovest vedrà accadere qualcosa di insolito. Il Sole, ormai basso e arrossato dalla foschia estiva, comincerà a perdere un pezzo. Il morso si allargherà lentamente, per quasi un'ora, finché il disco non si ridurrà a una falce sottilissima appoggiata sull'orizzonte. Nel Nord-Ovest resterà scoperto poco più del 5 per cento della superficie solare. Poi la falce tramonterà.

Da qualche parte più a ovest, nello stesso momento, qualcuno vedrà molto di più: l'ombra piena della Luna, il cielo che si spegne in pieno giorno, la corona solare che compare attorno a un buco nero. Vale la pena capire perché noi vedremo una cosa e loro un'altra, perché la differenza non è una questione di percentuali.

Una coincidenza che non ha spiegazione

Le eclissi totali di Sole esistono grazie a una combinazione di numeri che, per quanto ne sappiamo, è puramente casuale. Il Sole ha un diametro di circa 1.400.000 chilometri, la Luna di 3.500: il nostro satellite è 400 volte più piccolo. Ma il Sole si trova anche 400 volte più lontano, a 150 milioni di chilometri contro i 384.000 della Luna. Le due proporzioni si annullano a vicenda, e il risultato è che i due dischi, visti da qui, hanno praticamente le stesse dimensioni apparenti: quanto un pisello tenuto a un braccio di distanza.

Nessun altro pianeta del Sistema solare ha una luna che riesce in questo esercizio di equilibrio. È una circostanza che riguarda noi, e per giunta questo momento: la Luna si allontana da noi di 3,8 centimetri all'anno, e tra qualche centinaio di milioni di anni sarà troppo piccola nel cielo per coprire del tutto il Sole. Chi verrà dopo di noi vedrà solo anelli di luce.

Se l'orbita lunare giacesse esattamente sullo stesso piano di quella terrestre, avremmo un'eclissi di Sole a ogni novilunio, cioè una al mese. L'orbita della Luna è però inclinata di circa 5 gradi, e quindi quasi sempre il nostro satellite passa un po' più in alto o un po' più in basso del Sole, mancando il bersaglio. Solo quando il novilunio capita nei due punti in cui i due piani si intersecano l'allineamento diventa perfetto, e l'ombra della Luna arriva a toccare la superficie terrestre.

Il viaggio dell'ombra

Quell'ombra, il 12 agosto, farà un percorso strano. Partirà dall'Artico siberiano, risalirà fino a meno di 300 chilometri dal Polo Nord, e per un tratto correrà da est verso ovest, all'inverso rispetto a quasi tutte le eclissi. Poi piegherà verso sud, attraverserà la Groenlandia, scenderà sull'Islanda occidentale nel primo pomeriggio locale e, dopo un lungo tratto sull'Atlantico, toccherà terra nel nord della Spagna in serata, uscendo dal continente sopra le Baleari.

La striscia di buio è larga circa 290 chilometri, poco più della distanza tra Milano e Bologna, e chi si trova al suo interno vede la totalità. Il massimo assoluto si verificherà a 45 chilometri dalla costa occidentale islandese, in mezzo al mare: 2 minuti e 18 secondi. In Spagna, dove il Sole sarà a pochi gradi dall'orizzonte, la totalità durerà tra 90 secondi e 2 minuti. Sono numeri modesti, per un'eclissi: quella dell'anno prossimo, il 2 agosto 2027, ne durerà 6 e 23. Ma è la prima volta dal 1999 che l'ombra della Luna attraversa l'Europa, e questo basta a spiegare gli alberghi esauriti tra Bilbao e Palma di Maiorca.

Il percorso del Sole durante l'eclissi del 12 agosto 2026.

Cosa vedremo dall'Italia

L'Italia resta appena fuori dalla fascia, e vedrà quindi un'eclissi parziale, per quanto profonda. La copertura cresce spostandosi verso nord-ovest: si arriva a circa il 95 per cento a Ventimiglia e sulla costa nord-occidentale della Sardegna, si superano i 90 a Torino, Milano, Genova e Bologna, si scende al 69 per cento a Roma, al 46 a Napoli e al 40 a Palermo. A Milano il primo contatto è previsto verso le 19:27 e il massimo attorno alle 20:20.

C'è però un paradosso da tenere presente, ed è il motivo per cui questa eclissi non è facile: proprio dove la copertura è maggiore, il Sole è più basso. Al momento del massimo sarà a pochi gradi dall'orizzonte, e in molte località tramonterà prima che il fenomeno sia finito. Un palazzo, una fila di alberi, una collina o anche solo la foschia che si accumula sulla pianura al tramonto possono cancellare tutto. Serve un punto con la vista completamente libera verso ovest-nord-ovest: una costa, un argine, un belvedere, una collina. Conviene fare una prova nei giorni precedenti, alla stessa ora, per verificare che dal punto scelto il Sole si veda davvero fino in fondo.

Perché il 95 per cento non è il 100

Verrebbe da pensare che con il 95 per cento del Sole coperto si veda quasi la stessa cosa di un'eclissi totale, con qualche sfumatura in meno. Non funziona così, e questa è forse la cosa più controintuitiva dell'intero fenomeno.

La fotosfera, la superficie luminosa del Sole, è circa un milione di volte più brillante della corona che la circonda. Finché ne resta scoperto anche solo un lembo sottile, quel lembo continua a illuminare il cielo e a rendere la corona invisibile, esattamente come i fari di un'auto che arriva in senso opposto vi impediscono di vedere la strada dietro di essa. La differenza tra il 99 e il 100 per cento non è graduale: è un interruttore. Dall'Italia, quindi, non vedremo la corona, non vedremo le perle di Baily, non vedremo le stelle accendersi in pieno giorno e non potremo mai toglierci i filtri.

Quello che si nota, e parecchio, è la qualità della luce. Nei minuti attorno al massimo la luminosità cala in modo percepibile, le ombre si fanno più nette e i colori virano verso tonalità fredde. Vale la pena guardare anche a terra, sotto un albero: gli spazi tra le foglie funzionano come migliaia di piccoli fori stenopeici e proiettano sull'asfalto altrettante immagini del Sole, che durante l'eclissi diventano tutte falci. È lo stesso principio del metodo di osservazione più sicuro che esista.

Guardarla senza farsi male

Su questo punto non c'è margine di trattativa. Il Sole va guardato soltanto attraverso filtri certificati secondo la norma ISO 12312-2, quelli venduti come occhialini da eclissi, e la certificazione va cercata stampata sul prodotto, non nella descrizione dell'inserzione online. Gli occhiali da sole, anche i più scuri, i vetri affumicati, le lastre radiografiche e i CD non proteggono in alcun modo: lasciano passare l'infrarosso, che è proprio la parte che brucia la retina senza che si senta dolore, perché la retina non ha recettori per il dolore.

Il fatto che il Sole sia basso e appaia rosso non cambia le cose fino agli ultimissimi minuti. E soprattutto: mai puntare binocoli, telescopi o teleobiettivi senza un filtro montato davanti all'obiettivo, cioè sul lato che guarda il Sole. Mettere gli occhialini da eclissi dietro un binocolo non filtrato è pericoloso, perché la luce concentrata dalle lenti li attraversa e li fonde.

L'alternativa a costo zero, e l'unica davvero adatta ai bambini, è la proiezione: un foro fatto con uno spillo in un cartoncino, tenuto in modo che il Sole lo attraversi, proietta l'immagine del disco solare su una superficie chiara. Si guarda lo schermo, mai il Sole. Uno scolapasta da cucina fa lo stesso lavoro e produce decine di falci in una volta sola.

E se il cielo è coperto

Chi non avrà l'orizzonte adatto o troverà le nuvole può seguire la diretta organizzata dall'Istituto nazionale di astrofisica insieme all'Unione astrofili italiani e all'Associazione dei planetari italiani, che comincia alle 19:30 con immagini dai telescopi italiani e dalla fascia di totalità.

E se anche l'eclissi dovesse sfuggire, la stessa Luna che quella sera passa davanti al Sole ha un secondo regalo in serbo. Poche ore dopo, tramontata insieme al Sole, lascerà il cielo notturno completamente buio proprio mentre la Terra attraversa il cuore della scia di detriti delle Perseidi. Il novilunio che produce l'eclissi è lo stesso che rende quella la notte migliore dell'anno per le stelle cadenti.

Poi bisognerà avere pazienza. Il 2 agosto 2027 una nuova eclissi totale attraverserà la Spagna meridionale e il Nord Africa, e dall'Italia sarà di nuovo parziale, questa volta con le percentuali migliori al Sud, oltre il 90 per cento sulla costa meridionale della Sicilia; la totalità sfiorerà il territorio nazionale solo in mare aperto, al largo di Lampedusa. Per vedere il Sole scomparire del tutto restando in Italia, invece, l'appuntamento è il 3 settembre 2081. L'ultima volta era stato il 15 febbraio 1961.

Articolo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, rivisto e verificato dalla redazione prima della pubblicazione. Scopri come lavoriamo.

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