L’ammasso globulare M2

Inizia oggi una maratona che ci porterà a conoscere, settimana dopo settimana, i vari oggetti del catalogo stellare di Charles Messier. Il celebre astronomo pubblicò la prima versione del suo catalogo, il primo contenente oggetti astronomici diversi dalle stelle, nel 1771. Seguirono negli anni successivi nuove revisioni, che portarono il totale degli oggetti dai 45 della prima edizione ai 110 dell’ultima. Gli oggetti astronomici del catalogo di Messier sono di diversa natura: galassie, nebulose, ammassi globulari, ammassi stellari aperti, e molti di essi si prestano bene all’osservazione con strumenti amatoriali anche di ridotte prestazioni. Nei mesi precedenti avevamo visto già alcuni oggetti del catalogo di Messier, quindi non mi ripeterò e vi invito a leggere gli articoli dedicati alla Nebulosa del Granchio (M1), alle Pleiadi (M45) e all’ammasso globulare di Ercole (M13).

La posizione dell’ammasso globulare M2 nella costellazione dell’Acquario.

L’ammasso globulare M2 si trova nella costellazione dell’Acquario, a circa 37.500 anni luce dalla Terra, e ha un diametro pari a 175 anni luce. M2 si trova vicino all’equatore celeste, ed è quindi visibile da quasi tutti i popoli della Terra. Lo potete già osservare con un binocolo, nei pressi della stella Sadalmelik. Con un telescopio da 150-200 mm si ottiene una visione decisamente migliore, mentre con telescopi superiori ai 250 mm vengono risolte le stelle componenti dell’ammasso.

Gli ammassi globulari sono agglomerati di stelle di forma tipicamente sferoidale, mantenuta dalla forte gravità presente al suo interno. Essi si trovano in orbita intorno alle galassie a spirale, ad esempio intorno alla Via Lattea ve ne sono oltre 150, e sono formati da stelle molto antiche di popolazione II, povere di metalli. Questi ultimi, infatti, si originano solitamente durante l’esplosione di una supernova e quindi sono presenti in maggiori quantità nelle stelle della generazione successiva, di popolazione I, della quale fa parte ad esempio il nostro Sole.

Tornando al nostro ammasso globulare, M2 è stato osservato inizialmente da Giovanni Domenico Maraldi nel 1746 e, come capitava spesso all’epoca, fu riscoperto in modo del tutto indipendente proprio da Charles Messier nel 1760, che in seguito lo incluse nel suo catalogo. Scriveva Messier, a proposito di questo ammasso:

Nebulosa senza stelle nella testa dell’Aquario, il centro è brillante, e la luce che l’avvolge è rotonda; somiglia alla bella nebulosa che si trova tra la testa e l’arco del Sagittario, e si vede assai bene in un telescopio di due piedi, posta sul parallelo di (alpha) Aquarii.

Il nucleo dell’ammasso è molto concentrato, in circa 3,7 anni luce, e l’intero ammasso con la sua gravità può arrivare a influenzare le stelle vicino fino a circa 233 anni luce. Le stelle più brillanti sono giganti rosse e gialle e, studiando il diagramma HR dell’ammasso, è stato possibile determinare una età pari a circa 13 miliardi di anni.