La Nebulosa Manubrio (M27)

Bentornati al nostro appuntamento con il Catalogo di Messier! Oggi parleremo di uno dei grandi classici del cielo, la Nebulosa Manubrio, una celebre nebulosa planetaria situata a circa 1360 anni luce di distanza nella costellazione della Volpetta. Le nebulose planetarie si formano nelle fasi finali di stelle simili al nostro Sole, quando la stella centrale espelle gli strati più esterni di materia diventando una nana bianca.

Posizione della Nebulosa Manubrio.

Questa nebulosa è abbastanza facile da localizzare con ogni strumento, trovandosi a circa 3,5° a nord della stella γ Sagittae della Freccia. La potete scorgere già con un binocolo, mentre un telescopio da 114 mm già evidenzierà la sua forma particolare che ricorda vagamente una clessidra. Essa è osservabile dall’Italia nelle notti da giugno a novembre.

La Nebulosa Manubrio è stata la prima nebulosa planetaria ad essere stata scoperta, grazie a Charles Messier, e inizialmente fu scambiata per un ammasso stellare ancora non risolto in stelle a causa della limitatezza degli strumenti. Di questa opinione erano ad esempio William Herschel e Lord Rosse.

La Nebulosa Manubrio possiede una magnitudine apparente pari a +7,4 e un’età stimata pari a circa 9800 anni. La stessa centrale è una nana bianca, la più grande conosciuta, con un raggio pari ad appena 0.055 raggi solari ed una massa pari a 0.56 masse solari. Come in altre nebulose planetarie, anche in M27 sono presenti dei nodi, ovvero dei filamenti di gas e polvere le cui dimensioni oscillano dai 17 ai 56 miliardi di chilometri. Essi si formano quando il vento stellare è troppo debole per spazzare via la materia più pesante, ma è in grado invece di espellere quella più leggera, generando delle scie.

Dettaglio dei nodi di gas e polvere di M27.