giovedì, Giugno 16, 2022
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Lanciato il telescopio spaziale James Webb

Per alcuni forse ormai era diventato un mito, una leggenda. Per altri, un grosso esborso economico. Per altri ancora, un fallimento totale dal punto di vista organizzativo. Tuttavia, dopo oltre 10 miliardi di dollari spesi e 20 anni di sviluppo, il più grande telescopio spaziale mai concepito è stato lanciato con successo.

Esso è il frutto della collaborazione tra NASA, ESA e CSA (l’agenzia spaziale canadese).

Negli anni Novanta, le incredibili immagini ottenute con il telescopio spaziale Hubble avevano fatto capire agli scienziati quanto fosse fondamentale disporre di strumenti del genere al di fuori dell’atmosfera terrestre. Potete infatti costruire un telescopio nel luogo più asciutto e calmo della Terra ma l’atmosfera è sempre lì, a disturbare le osservazioni e a impedire totalmente di sondare diverse lunghezze d’onda fondamentali.

Il telescopio spaziale James Webb è stato dipinto come il successore di Hubble, ma più che altro lo affiancherà. Questo nuovo peso massimo dei telescopi spaziali è stato progettato per osservare nell’infrarosso, in modo da avvicinarsi il più possibile al momento del Big Bang. A causa del redshift, infatti, la luce delle prime galassie o antenati delle galassie è così “stirata” da cadere nella banda dell’infrarosso.

I vari strumenti di cui è composto il telescopio spaziale James Webb.

Questo nuovo strumento è un autentico miracolo di ingegneria. Lo specchio primario, ampio 6,5 metri (contro i 2,4 metri di Hubble), è composto da 18 specchi esagonali in berillio. La schermatura che proteggerà gli strumenti dal calore del Sole è formata da 5 strati romboidali di Kapton, un materiale in grado di attenuare di molto il calore. Lo stesso telescopio sarà dispiegato in orbita, attraverso una lunga serie di operazioni meccaniche senza precedenti.

Le fasi con cui il telescopio spaziale James Webb raggiungerà il punto lagrangiano L2.

Il telescopio è stato lanciato con successo il giorno di Natale 2021 dallo spazioporto Arianespace in Guiana Francese, a bordo di un razzo Ariane 5. Nell’arco di un mese, Webb raggiungerà il punto lagrangiano L2, uno dei punti del sistema Sole, Terra e Luna dove le reciproche forze di attrazione gravitazionale si annullano. In questo modo, il telescopio Webb potrà seguire l’orbita terrestre senza risentire delle interferenza oscuratrice della Luna. Il punto lagrangiano L2, distante circa 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta, è già stato utilizzato con successo per le missioni Planck, Herschel e WMAP.

Grazie al telescopio spaziale Webb potremo vedere oltre le nubi di polvere e indagare sulle stelle in formazione, studiare gli esopianeti con un dettaglio senza precedenti, osservare strutture fino a soli 150 milioni di anni dalla nascita dell’universo, verificare diversi aspetti della teoria del Big Bang e molto altro ancora.. Il bagaglio di conoscenze che potremo ottenere è enorme e moltissimi progetti di ricerca hanno già prenotato il tempo di osservazione. Speriamo che possa darci molte soddisfazioni, proprio come ha fatto Hubble in oltre 30 anni di carriera.

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