Svelata l’origine della Corrente Magellanica

La nostra galassia è circondata da un vasto alone galattico formato da gas, materia oscura, stelle, polvere, per un raggio che si estenderebbe addirittura fino a 30 volte la dimensione del disco.

Oltre a questi ingredienti, ve n’è uno che ha tenuto sulle spine gli astronomi per mezzo secolo, la Corrente Magellanica, un imponente ponte di idrogeno neutro e ionizzato lungo circa 600.000 anni luce che lega la Via Lattea alle Nubi di Magellano, due galassie satelliti che ci orbitano intorno. Questo ponte erano già stato osservato negli anni Sessanta, ma non era stato approfondito in modo particolare. Pochi anni dopo, tra il 1972 e il 1974, la sua associazione con le Nubi di Magellano fu scoperta da Wannier, Wrixon, Mathewson e altri astronomi.

Da dove viene tutto questo gas, la cui massa è stata stimata essere pari ad addirittura un miliardo di stelle come il Sole? Per anni, molti astronomi hanno provato a rispondere senza riuscirci completamente.

Di recente gli astronomi hanno scoperto che le Nubi di Magellano possiedono a loro volta un alone galattico, ed è proprio questo il tassello mancante secondo Elena D’Onghia, professoressa associata al Dipartimento di astronomia dell’Università del Wisconsin a Madison. Il gas degli aloni galattici delle Nubi di Magellano sarebbe quindi la sorgente che rifornisce completamente la Corrente Magellanica.

In particolare, secondo lo studio pubblicato su Nature, il processo sarebbe avvenuto in due fasi. Inizialmente, quando le due Nubi di Magellano erano ancora lontane e in orbita l’una intorno all’altra, la Grande Nube avrebbe sottratto gas alla Piccola Nube generano un grande alone galattico di circa 3 miliardi di masse solari intorno alle due galassie. Questo alone è stato chiamato Corona Magellanica e all’inizio ha fornito circa il 20% della massa della corrente. In seguito, quando le due galassie sono state catturate gravitazionalmente dalla Via Lattea, la Corona Magellanica ha ceduto un quinto della sua massa alla Corrente Magellanica, in perfetto accordo con i dati osservativi.

Ecco le parole di Scott Lucchini, co-autore dell’articolo:

I modelli esistenti sulla formazione della Corrente Magellanica sono obsoleti perché non possono spiegare la sua massa.

A tal proposito ha aggiunto Elena D’Onghia:

Ecco perché abbiamo realizzato un nuovo modello che fornisce una valida spiegazione sulla massa del flusso.

Questo studio potrebbe finalmente fare luce su questo mistero astrofisico lungo mezzo secolo e fortunatamente il Telescopio Spaziale Hubble sarà in grado di provarlo, osservando i segnali rivelatori della corona di gas intorno alle Nubi di Magellano.