La capsula Dragon è in orbita, in rotta verso la ISS

Una nuova era è appena iniziata per l’esplorazione spaziale umana. Per la prima volta dopo il pensionamento degli Space Shuttle nel 2011, due astronauti americani sono partiti dal suolo americano, utilizzando di nuovo un razzo e una capsula americana, per giunta costruita da partner commerciali privati.

Dopo il rinvio di pochi giorni fa, dovuto al maltempo che si stava abbattendo sulla Florida, i due astronauti Doug Hurley e Bob Behnken sono partiti verso la Stazione Spaziale Internazionale a bordo della nuova capsula Dragon realizzata da SpaceX di Elon Musk, trasportati in orbita da un razzo Falcon 9 riutilizzabile. Sì, perchè è anche questa la grande rivoluzione: il primo stadio è completamente riutilizzabile ed in grado di ritornare sulla Terra, abbattendo quindi notevolmente i costi di lancio.

Il momento del distacco della capsula Dragon dal secondo stadio del Falcon 9.

Il lancio è avvenuto perfettamente e 12 minuti dopo gli astronauti hanno raggiunto l’orbita come previsto, mentre il primo stadio del Falcon 9 è atterrato perfettamente sulla piattaforma drone “Of Course I Still Love You”, situata nell’Oceano Atlantico.

Ora gli astronauti sono comodamente seduti e monitorano la strumentazione mentre la capsula, in totale autonomia, effettua accensioni e correzioni di rotta per innalzare l’orbita progressivamente. L’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale è previsto per oggi pomeriggio, dopo circa 19 ore di viaggio.

La capsula Dragon effettuerà delle accensioni per innalzare progressivamente l’orbita in modo automatico, fino ad agganciarsi alla Stazione Spaziale Internazionale.

L’importanza storica di questo viaggio è duplice: non solo è iniziata l’era dei viaggi spaziali eseguiti da compagnie private, ma anche si può finalmente abbattere i costi di lancio, grazie al riutilizzo non solo della capsula ma anche del primo stadio del lanciatore. La NASA probabilmente ci ha visto giusto, e ha fatto di necessità virtù. In mezzo a tante difficoltà di budget, l’agenzia spaziale americana ha visto nel settore privato un modo per sviluppare un nuovo tipo di economia e di poter finalmente portare avanti i nuovi ambiziosi progetti sfruttando anche la spinta propulsiva tipica delle aziende in competizione.