Perseverance è atterrato su Marte

Il rover Perseverance ce l’ha fatta. Partito il 30 luglio 2020, questa sera, il 18 febbraio 2021 alle 21:43, è atterrato con successo sulla superficie di Marte. Il rover, parte della missione Mars 2020 della NASA, è stato realizzato sulla base del progetto di Curiosity e apportando diverse migliorie. Ciò ha permesso di contenere i costi della missione.

Gli strumenti scientifici a bordo del rover Perseverance.

Il primo obiettivo della missione sarà quello di studiare la presenza di vita passata o presente su Marte ed effettuare studi di tipo geologico e climatologico volti a valutare l’abitabilità passata del pianeta. Le ricerche avverranno nel cratere Jezero, il quale circa 3,9 miliardi di anni fa conteneva un lago profondo 500 metri. Dalle immagini satellitari si possono notare delle formazioni geologiche che quasi certamente rappresentavano il letto di un fiume e infine una foce a delta.

Il cratere Jezero visto dall’orbita.

Il secondo obiettivo invece sarà quello di studiare sul luogo tecnologie che in futuro serviranno alla colonizzazione umana, tra le quali il dispositivo MOXIE, un nuovo sistema in grado di produrre l’ossigeno dall’anidride carbonica.

Il terzo obiettivo sarà quello di testare Ingenuity, il primo elicottero a volare nell’atmosfera di un altro pianeta. Esso non conterrà alcuno strumento scientifico ma solo due telecamere ad alta risoluzione per la navigazione, una a colori e una in bianco e nero. L’elicottero farà dei brevi voli dimostrativi, librandosi in cielo per qualche decina di metri.

Gli scienziati, i tecnici e tutti gli appassionati sono rimasti con il fiato sospeso nel corso di quelli che vengono conosciuti come i sette minuti del terrore. Atterrare su Marte, infatti, è tutt’altro che facile. La rarefatta atmosfera non solo non è in grado di frenare in modo sufficiente una sonda spaziale, ma rende anche meno efficienti i paracadute. Inoltre, non vi è la possibilità di intervenire in tempo reale in quanto i segnali radio impiegano dai 4 ai 20 minuti a raggiungere il pianeta rosso, in base alla distanza.

Mars 2020 aveva però tra gli obiettivi anche la sperimentazione di un nuovo sistema di atterraggio in grado di centrare il bersaglio prefissato con precisione maggiore rispetto al passato. Un primo sistema, denominato Range Trigger, permette di calcolare in tempo reale l’istante migliore per aprire il paracadute in modo da ridurre l’ellisse di atterraggio al minimo. Un secondo sistema, denominato Terrain Relative Navigation, consente di confrontare immagini prese in rapida successione durante l’avvicinamento con una mappa ad altissima risoluzione del sito di atterraggio e, qualora venissero trovati dei pericoli, il sistema di atterraggio può spostare il rover verso un punto più idoneo per posarsi sulla superficie marziana.

Perseverance aveva un ellisse di atterraggio di dimensioni pari a 7,7 x 6,6 km, più piccola di ogni missione precedente inviata sul pianeta rosso. Grazie al nuovo sistema di guida, il rover è atterrato quasi al centro di questa ellisse, un risultato straordinario quindi.

Il rover ora lavorerà nei prossimi mesi sulla superficie marziana per localizzare tracce di vita presente e passata, e raccoglierò anche dei campioni di roccia che saranno inseriti in dei contenitori il cui recupero avverrà nei prossimi anni con nuove missioni dirette alla volta del pianeta rosso.

O saranno i primi astronauti a raccogliere quei contenitori?

La prima immagine scattata da Perseverance sulla superficie di Marte.