Atterrata con successo la capsula Dragon di SpaceX

Un altro momento storico per la NASA e l’esplorazione umana!

La capsula Dragon era attraccata alla Stazione Spaziale Internazionale dal 31 maggio, il primo veicolo spaziale realizzato da una compagnia privata a portare astronauti nello spazio.

Gli astronauti della missione SpaceX Demo 2, Douglas Hurley e Robert Behnken, sono rimasti a bordo della stazione spaziale per 63 giorni, durante i quali hanno tra le altre cose testato i vari sistemi della capsula Dragon.

Alle 1:35, mentre la ISS stava sorvolando la Namibia, la capsula Dragon si è distaccata dalla stazione e con una serie di manovre ha abbandonato l’orbita e si è allineata con il sito di atterraggio al largo di Pensacola, nel Golfo del Messico.

Il resto è storia: quando qui in Italia era domenica sera, la navicella Dragon è ammarata con successo sorretta da quattro grandi paracadute. Si tratta del primo splashdown dopo l’ultimo del programma Apollo-Soyouz del 1975, un evento che quindi ci riporta indietro ad un’epoca d’oro per l’esplorazione spaziale, nella speranza che questa missione rappresenti un nuovo capitolo per un futuro ancora più florido.

Gli astronauti Douglas Hurley e Robert Behnken a bordo della capsula Dragon.

Ora, tutto l’impianto di SpaceX potrà essere ufficialmente certificato per il volo umano: la capsula Dragon, i sistemi di controllo a terra, i sistemi della rampa di lancio e i sistemi di recupero.

Nel frattempo, è già in preparazione una nuova capsula Dragon che porterò alla Stazione Spaziale Internazionale i membri della Expedition 63/64, gli astronauti Victor Glover, Michael Hopkins, Shannon Walker della NASA e l’astronauta giapponese Soichi Noguchi.

Questa capsula, l’Endeavour, sarà invece ispezionata e preparata per un nuovo volo nella primavera del 2021, quando poterà sulla ISS gli astronauti Megan McArthur, Shane Kimbrough, Akihiko Hoshide e Thomas Pesquet.

La strategia della NASA ha per il momento centrato l’obiettivo. Coinvolgendo il settore privato e con un po’ di sana competizione, SpaceX è riuscita ad abbattere i costi di lancio verso l’orbita bassa terrestre e ha permesso agli Stati Uniti di riacquistare l’indipendenza nel volo spaziale umano, dopo anni di dipendenza dalle navicelle russe Soyouz.